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" i Quattro VANGELI " della CHIESA CATTOLICA , Matteo, Marco, Luca, Giovanni, testi a lettura affiancata scarica i file cliccando sopra Italiano-Latino Italiano-Inglese Italiano-Spagnolo

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28 Marzo - 4 Aprile 2010

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VANGELO di oggi 2 Agosto 2oo9

Vangelo Giovanni 6, 24-35

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VANGELI SECONDO GIOVANNI

NOVA VULGATA

SECUNDUM IOANNEM

Gv. 6.24-35

GIOVANNI

Io sono il pane della vita

6,22

Il giorno dopo la folla rimasta dall'altra parte, notò che c'era una barca sola e che GESU' non era salito con i suoi discepoli sulla barca,

ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo

che il SIGNORE aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che GESU' non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao

alla ricerca di GESU'.

Trovatolo di là dal mare,

gli dissero:

<< Rabbì, quando sei venuto qua? >>.

GESU' rispose:

<< In verità, in verità vi dico, voi mi cercate

non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

Procuratevi non il cibo che perisce,

ma quello che dura per la vita eterna,

e che il FIGLIO dell'Uomo vi darà.

Perché su di lui il PADRE,

DIO, ha messo il suo sigillo >> .

Gli dissero allora:

<< Che cosa dobbiamo fare

per compiere le opere di DIO? >> .

GESU' rispose:

<< Questa è l'opera di DIO:

credere in colui che egli ha mandato >> .

Allora gli dissero:

GIOVANNI

<< Quale segno dunque tu fai

perché vediamo e possiamo crederti?

Quale opera compi?

I nostri padri hanno mangiato la manna nel

deserto, come sta scritto:

Diede loro da mangiare un pane dal cielo >> . Rispose loro GESU':

<< In verità, in verità vi dico:

non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il PADRE mio vi da il pane dal cielo, quello vero; il pane di DIO è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo >> .

Allora gli dissero:

<<SIGNORE, dacci sempre questo pane >> . GESU' rispose:

<< Io sono il Pane della vita;

chi viene a me non avrà più fame

e chi crede in me non avrà più sete.

 

IOANNEM

 

 

 

22 Altera die turba, quae stabat trans mare,

vidit quia navicula alia non erat ibi, nisi una, et

quia non introisset cum discipulis suis Iesus in

navem, sed soli discipuli eius abiissent;

23 aliae supervenerunt naves a

Tiberiade iuxta locum, ubi

manducaverant panem,

gratias agente Domino.

24 Cum ergo vidisset turba quia Iesus non

esset ibi neque discipuli eius, ascenderunt

ipsi naviculas et venerunt Capharnaum

quaerentes Iesum.

25 Et cum invenissent eum trans mare,

dixerunt ei: "

Rabbi, quando huc venisti? ".

26 Respondit eis Iesus et dixit: "

Amen, amen dico vobis: Quaeritis me,

non quia vidistis signa, sed quia

manducastis ex panibus et saturati estis.

27 Operamini non cibum, qui perit,

sed cibum, qui permanet in vitam aeternam,

quem Filius hominis vobis dabit;

hunc enim Pater

signavit Deus! ".

28 Dixerunt ergo ad eum: "

Quid faciemus,

ut operemur opera Dei? ".

29 Respondit Iesus et dixit eis: "

Hoc est opus Dei,

ut credatis in eum, quem misit ille ".

30 Dixerunt ergo ei: "

 

IOANNEM

Quod ergo tu facis signum, ut videamus

et credamus tibi?

Quid operaris?

31 Patres nostri manna manducaverunt in

deserto, sicut scriptum est:

"Panem de caelo dedit eis manducare" ".

32 Dixit ergo eis Iesus: "

Amen, amen dico vobis:

Non Moyses dedit vobis panem de caelo, sed

Pater meus dat vobis panem de caelo verum;

33 panis enim Dei est, qui descendit de caelo et dat vitam mundo ".

34 Dixerunt ergo ad eum: "

Domine, semper da nobis panem hunc ".

35 Dixit eis Iesus: "

Ego sum panis vitae.

Qui venit ad me, non esuriet;

et, qui credit in me, non sitiet umquam.

 

CONTINUA ALLA PG. SUCCESSIVA NELLA VERSIONE :

Italian - English

THE NEW AMERICAN BIBLE

JOHN

THE GOSPELS Gv. 6,24-35

GIOVANNI

Io sono il pane della vita

6,22

Il giorno dopo la folla rimasta

dall'altra parte, notò che c'era una barca sola e che GESU' non era salito

con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il SIGNORE aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che GESU' non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao

alla ricerca di GESU'.

Trovatolo di là dal mare, gli dissero:

<< Rabbì, quando sei venuto qua? >>.

GESU' rispose: << In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi

siete saziati.

Procuratevi non il cibo che perisce,

ma quello che dura per la vita eterna,

e che il FIGLIO dell'Uomo vi darà.

Perché su di lui il PADRE,

DIO, ha messo il suo sigillo >> .

Gli dissero allora: << Che cosa dobbiamo fare

per compiere le opere di DIO? >> .

GESU' rispose: << Questa è

l'opera di DIO: credere in colui che egli ha mandato >> .

Allora gli dissero: << Quale segno dunque tu fai

perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?

I nostri padri hanno mangiato la manna nel

deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo >> .

Rispose loro GESU': << In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal

cielo, ma il PADRE mio vi da il pane dal

cielo,

quello vero; il pane di DIO è colui che

discende dal cielo e dà la vita al mondo >> .

Allora gli dissero: <<SIGNORE, dacci sempre questo pane >> .

GESU' rispose: << Io sono il Pane della vita;

chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

 

JOHN

 

22 13 The next day, the crowd that remained across the sea saw that there had been only one boat there, and that Jesus had not gone along with his disciples in the boat, but only his disciples had left.

23 14 Other boats came

from Tiberias near the place where they had eaten the bread when the Lord gave

thanks.

24 When the crowd saw that neither Jesus nor his disciples were there, they themselves got into boats and came to Capernaum

looking for Jesus.

25 And when they found him across the sea they said to him, "Rabbi, when did you get here?"

26 Jesus answered them and said, "Amen, amen, I say to you, you are looking for me not because you saw signs but because you ate the loaves and were filled.

27 Do not work for food that perishes

but for the food that endures for eternal life,

15 which the Son of Man will give you.

For on him the Father,

God, has set his seal."

28 So they said to him, "What can we do to accomplish the works of God?"

29 Jesus answered and said to them, "This is the work of God, that you believe in the one he sent."

30 So they said to him, "What sign can you do, that we may see and believe in you? What can you do?

31 16 Our ancestors ate manna in the desert, as it is written: 'He gave them bread from heaven to eat.'"

32 So Jesus said to them, "Amen, amen, I say to you, it was not Moses who gave the bread from heaven; my Father gives you the true bread from heaven.

33 For the bread of God is that which comes down from heaven and gives life to the world."

34 So they said to him, "Sir, give us this bread always."

35 17 Jesus said to them, "I am the bread of life; whoever comes to me will never hunger, and whoever believes in me will never thirst.

 

CONTINUA ALLA PG. SUCCESSIVA NELLA VERSIONE :

Italian - Espanol

Nuevo Testamento

JUAN -

LOS EVANGELIOS Gv. 6,24-35

GIOVANNI

Io sono il pane della vita

6,22

Il giorno dopo la folla rimasta

dall'altra parte, notò che

c'era una barca sola

e che GESU' non era salito con i suoi discepoli sulla barca,

ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo

che il SIGNORE aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che GESU' non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao

alla ricerca di GESU'.

Trovatolo di là dal mare,

gli dissero:

<< Rabbì, quando sei venuto qua? >>.

GESU' rispose:

<< In verità, in verità vi dico, voi mi cercate

non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

Procuratevi non il cibo che perisce,

ma quello che dura per la vita eterna,

e che il FIGLIO dell'Uomo vi darà.

GIOVANNI

Perché su di lui il PADRE,

DIO, ha messo il suo sigillo >> .

Gli dissero allora:

<< Che cosa dobbiamo fare

per compiere le opere di DIO? >> .

GESU' rispose:

<< Questa è l'opera di DIO:

credere in colui che egli ha mandato >> .

Allora gli dissero:

<< Quale segno dunque tu fai

perché vediamo e possiamo crederti?

Quale opera compi?

I nostri padri hanno mangiato la manna nel

deserto, come sta scritto:

Diede loro da mangiare un pane dal cielo >> . Rispose loro GESU':

<< In verità, in verità vi dico:

non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il PADRE mio vi da il pane dal cielo, quello vero; il pane di DIO è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo >> .

Allora gli dissero:

<<SIGNORE, dacci sempre questo pane >> . GESU' rispose:

<< Io sono il Pane della vita;

chi viene a me non avrà più fame

e chi crede in me non avrà più sete.

Vi ho detto però che voi mi avete visto

e non credete.

JUAN

 

 

22 Al Día siguiente, la multitud que Había estado al otro lado del mar se dio cuenta de que no Había habido Allí sino una sola barca,

y que Jesús no Había entrado en la barca con sus Discípulos,

sino que éstos se Habían ido solos.

23 (Sin embargo, de Tiberias Habían llegado otras barcas cerca del lugar donde Habían comido el pan después

que el Señor Había dado gracias.)

24 Entonces, cuando la multitud vio que Jesús no estaba Allí ni tampoco sus Discípulos, ellos entraron en las barcas y fueron a Capernaúm buscando a Jesús.

25 Cuando le hallaron al otro lado del mar,

le preguntaron:

--Rabí, ¿Cuándo llegaste Acá?

26 Jesús les Respondió diciendo:

--De cierto, de cierto os digo que me Buscáis,

no porque habéis visto las señales, sino porque comisteis de los panes y os saciasteis.

27 Trabajad, no por la comida que perece,

sino por la comida que permanece para vida eterna, que el Hijo del Hombre os Dará;

 

porque en éste, Dios el Padre

ha puesto su sello.

28 Entonces le dijeron:

--¿Qué haremos

para realizar las obras de Dios?

29 Respondió Jesús y les dijo:

--Esta es la obra de Dios:

que Creáis en aquel que él ha enviado.

30 Entonces le dijeron:

--¿Qué señal, pues, haces Tú,

para que veamos y creamos en ti?

¿Qué obra haces?

31 Nuestros padres comieron el Maná en el desierto, como Está escrito:

Pan del cielo les dio a comer.

32 Por tanto Jesús les dijo:

--De cierto, de cierto os digo

que no os ha dado Moisés el pan del cielo, sino mi Padre os da el verdadero pan del cielo.

33 Porque el pan de Dios es aquel que desciende del cielo y da vida al mundo.

34 Le dijeron:

--Señor, danos siempre este pan.

35 Jesús les dijo:

--Yo soy el pan de vida.

El que a Mí viene nunca Tendrá hambre,

y el que en Mí cree no Tendrá sed Jamás.

36 Pero os he dicho que me habéis visto,

y no creéis.

 

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Cronologia della vita di san Francesco

* 1181 (Estate o Autunno) Nasce ad Asssi, è battezato Giovanni di Pietro Bernardone, chiamato Francesco da suo padre.

* 1199 - 1200 Guerra civile ad Assisi. Molte famiglie nobili si rifugiano a Perugia.

* 1202 (Novembre) Guerra tra Perugia e Assisi. Vittoria di Perugia a Collestrada. Francesco passa un'anno in prigione (si ammala) fino a quando non viene riscattato da suo padre.

* 1204 Un periodo lungo di malattia e convalescenza.

* 1205 Francesco parte per unirsi all'armata di Walter de Brienne. Ritorna dopo una visione-messaggio a Spoleto. Inizia un periodo graduale di conversione.

* 1205 (Autunno) Messaggio del Crocefisso di San Damiano. Conflitto con suo padre.

* 1206 (Gennaio o Febbraio) In giudizio davanti al vescovo di Assisi.

* 1206 (Primavera) Francesco cura i lebbrosi a Gubbio.

* 1206 (Estate) Ritorna ad Assisi e comincia a ricostruire San Damiano; fine del processo di conversione. (Estate fino a Gennaio/Febbraio) Ripara San Damiano, San Pietro della Spina e Santa Maria degli Angeli, "Porziuncola".

* 1208 (24 Febbraio) Francesco ascolta il Vangelo della festa di San Matteo.

* 1208 (16 Aprile) Bernardo di Quintavalle e il sacerdote Pietro Cattani si uniscono a lui come faranno altri.

* 1208 - 1209 (Autunno e Inverno) Francesco riceve l'assicurazione del perdono dei suoi peccati e della crescita della sua fraternità. Andranno due a due a predicare.

* 1209 Ritornano alla Porziuncola e Francesco scrive una breve Regola per se stesso e i suoi undici compagni. A Roma ricevono l'approvazione del Papa Innocenzo III. Ritornano a Rivotorto e poi alla Porziuncola.

* 1212 (Notte di Domenica delle Palme) Accoglienza e vestizione di santa Chiara alla Porziuncola. Dopo un periodo con le Benedittine Chiara va a vivere a San Damiano.

* 1215 Francesco è a Roma per il IV Concilio Lateranense.

* 1216 A Perugia Francesco riceve l'Indulgenza della Porziuncola da Papa Onorio.

* 1217 (5 Maggio - Pentecoste) Capitolo generale di tutti i frati alla Porziuncola. La prima missione fuori dall'Italia.

* 1219 (26 Maggio) I primi missionari partono per il Marocco.

* 1219 (24 Giugno) Francesco va in Terra Santa.

* 1219 (Autunno) Francesco incontra il Sultano d'Egitto.

* 1220 I primi martiri Francescani: i frati uccisi in Marocco.

* 1220 Il Cardinale Ugolino nominato Protettore dell'Ordine.

* 1220 Francesco si dimette da Ministro generale e Fra Pietro Cattani prende il suo posto.

* 1221 Durante il Capitolo muore Pietro Cattani e Fra Elia diventa Vicario.

* 1221-1222 Francesco predica in vari regioni d'Italia.

* 1223 Francesco va a Fontecolombo per scrivere la Regola definitiva per l'Ordine dei Frati Minori. Viene discussa e modificata in Capitolo e approvata da Papa Onorio III nel mese di Novembre.

* 1223 Il primo presepe durante la messa di mezzanotte a Greccio.

* 1224 Lungo ritiro alla Verna dove riceve le Stimmate.

* 1225 Il problema agli occhi si aggrava e passa un po' di tempo a San Damiano con santa Chiara e le Sorelle. Su insitenza di Fra Leone si sottopone a delle cure mediche senza esiti positivi. Quasi cieco compone la maggior parte del "Cantico di Frate Sole".

* 1225 - 1226 Francesco va a Fontecolombo dove i medici cauterizzano le tempia senza ottenere risultati. A Siena la sua salute peggiora e detta una breve sua "ultima volontà".

* 1226 (Settembre) Stando nella casa del Vescovo in Assisi Francesco sente avvicinarsi la fine, detta il Testamento e chiede di essere riportato alla Porziuncola.

* 1226 (3 Ottobre) Muore alla Porziuncola la sera di questo Sabato.

* 1226 (4 Ottobre), È seppellito nella chiesa di San Giorgio.

* 1228 (16 Luglio), Viene canonizzato ad Assisi dal suo amico Cardinale Ugolino, ora Papa Gregorio IX.

* 1230 (25 Maggio), Il corpo del santo viene trasferito nella nuova Basilica papale in Assisi dedicata a San Francesco.

La Regola di San Francesco d'Assisi

1. Nel nome del Signore incomincia la vita dei frati minori

La regola e la vita dei frati minori e questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Frate Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana. E gli altri frati siano tenuti a obbedire a frate Francesco e ai suoi successori.

2. Di coloro che vogliono intraprendere questa vita e come devono essere ricevuti

Se alcuni vorranno intraprendere questa vita e verranno dai nostri frati, questi li mandino dai loro ministri provinciali, ai quali soltanto e non ad altri sia concesso di ricevere i frati. I ministri poi diligentemente li esaminino intorno alla fede cattolica e ai sacramenti della Chiesa. E se credono tutte queste cose e le vogliono fedelmente professare e osservare fino alla fine; e non hanno moglie o, qualora l'abbiano, essa sia già entrata in monastero o abbia dato loro il permesso con l'autorità del vescovo diocesano, dopo aver fatto voto di castità; e le mogli siano di tale età che non possa nascere su di loro alcun sospetto; dicano ad essi la parola del santo Vangelo, che vadano e vendano tutto quello che hanno e procurino di darlo ai poveri. Se non potranno farlo, basta ad essi la buona volontà. E si guardino i frati e i loro ministri di essere solleciti delle loro cose temporali, affinché dispongano delle medesime liberamente secondo l'ispirazione del Signore. "Se tuttavia si chiedesse loro un consiglio, i ministri li potranno mandare da persone timorate di Dio perché con il loro aiuto diano i loro beni ai poveri." Poi concedano loro i panni della prova, cioè due tonache senza cappuccio e il cingolo e i pantaloni e il capperone fino al cingolo, se ai ministri non sembrerà diversamente secondo Dio. "Terminato l'anno della prova siano ricevuti all'obbedienza promettendo di osservare sempre questa vita e la Regola. "E in nessun modo sarà lecito di uscire da questa Religione secondo il decreto del signor Papa; poiché, come dice il Vangelo, nessuno che pone la mano all'aratro e poi si volge indietro e atto al regno di Dio. E quelli che hanno già promesso obbedienza, abbiano una tonaca con il cappuccio e un'altra senza, coloro che la vorranno avere. E coloro che sono costretti da necessità possano portare calzature. E tutti i frati si vestano di abiti vili che possono rattoppare con sacco e altre pezze con la benedizione di Dio. I quali ammonisco ed esorto di non disprezzare e di non giudicare gli uomini che vedono vestiti di abiti molli e colorati ed usano cibi e bevande delicate, ma piuttosto ciascuno giudichi e disprezzi se stesso".

3. Del divino ufficio e del digiuno e come i frati debbono andare per il mondo

I chierici recitino il divino ufficio secondo il rito della santa Chiesa romana eccetto il salterio, e perciò potranno avere i breviari. I laici dicano ventiquattro Pater noster per il mattutino, cinque per le lodi; per prima, terza, sesta, nona, per ciascuna di queste, sette; per il Vespro dodici; per compieta sette; e preghino per i defunti. E digiunino dalla festa di tutti i santi fino alla Natività del Signore. La santa Quaresima invece, che incomincia dall'Epifania e dura ininterrottamente per quaranta giorni e che il Signore santificò con il suo digiuno, coloro che volontariamente la passano nel digiuno siano benedetti dal Signore, e coloro che non vogliono non vi siano obbligati. Ma l'altra, fino alla Resurrezione del Signore, la passino digiunando. Negli altri tempi non siano tenuti a digiunare, se non il venerdì. Nei casi di manifesta necessità i frati non siano tenuti al digiuno corporale. Consiglio poi, ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino, ed evitino le dispute di parole, ne giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, cosi come conviene. "E non debbano cavalcare se non siano costretti da evidente necessità o infermità. In qualunque casa entreranno prima dicano: Pace a questa casa. "E secondo il santo Vangelo potranno mangiare di tutti i cibi che saranno loro presentati".

4. Che i frati non ricevano denari

Ordino fermamente a tutti i frati che in nessun modo ricevano denari o pecunia direttamente o per interposta persona. Tuttavia per le necessità dei malati e per vestire gli altri frati, i ministri soltanto e i custodi per mezzo di amici spirituali, abbiano sollecita cura secondo i luoghi, La circostanza, il clima delle regioni, cosi come sembrerà convenire alla necessità, salvo sempre, come e stato detto, che non ricevano in nessuna maniera denaro o pecunia.

5. Del modo di lavorare

Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare, lavorino con fedeltà e con devozione, così che, allontanato l'ozio, nemico dell'anima, non spengano lo spirito della santa orazione e devozione al quale devono servire tutte le altre cose temporali . Come ricompensa del lavoro per se e per i loro frati ricevano le cose necessarie al corpo, eccetto denari o pecunia, e questo umilmente, come conviene a servi di Dio e a seguaci della santissima povertà.

6. Che i frati di niente si approprino e del chiedere l'elemosina e dei frati infermi

I frati non si approprino di nulla, ne casa, ne luogo, o alcuna altra cosa. E come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povertà ed umiltà, vadano per l'elemosina con fiducia. Ne devono vergognarsi, perché il Signore si e fatto povero per noi in questo mondo. Questa e, fratelli miei carissimi, l'eccellenza dell'altissima povertà, che vi costituisce eredi e re del regno dei cieli, facendovi poveri di cose e ricchi di virtù. Questa sia la vostra porzione che vi conduce alla terra dei viventi. E a questa povertà, fratelli carissimi, totalmente uniti, non vogliate aver altro sotto il cielo, per sempre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo. E ovunque sono e si troveranno i frati, si mostrino familiari tra loro. E ciascuno manifesti con fiducia all'altro le sue necessità, "poiché se la madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale? "E se uno di essi cadrà malato, gli altri frati lo devono servire come vorrebbero essere serviti.

7. Della penitenza da imporsi ai frati che peccano

Se alcuni frati, per istigazione del nemico, avranno mortalmente peccato, per quei peccati per i quali sarà stato ordinato tra i frati di ricorrere ai soli ministri provinciali, i predetti frati siano tenuti a ricorrere ad essi quanto prima potranno senza indugio. I ministri poi, se sono sacerdoti, impongano con misericordia ad essi la penitenza; se invece non sono sacerdoti, la facciano imporre da altri sacerdoti dell'Ordine, così come sembrerà più opportuno, secondo Dio. E devono guardarsi di non adirarsi ne risentirsi per il peccato commesso da un frate, poiché l'ira e il risentimento impediscono in sé e negli altri la carità.

8. Della elezione del ministro generale di questa fraternità e del capitolo di Pentecoste

Tutti i frati siano tenuti sempre ad avere uno dei frati di quest'Ordine come ministro generale e servo di tutta la fraternità e a lui devono fermamente obbedire. Alla sua morte l'elezione del successore sia fatta dai ministri provinciali e dai custodi nel Capitolo di Pentecoste, al quale i ministri provinciali siano tenuti sempre ad intervenire dovunque sarà stabilito dal ministro generale; e questo una volta ogni tre anni o entro un termine maggiore o minore, cosi come dal predetto ministro sarà ordinato. E se talora ai ministri provinciali e ai custodi all'unanimità sembrasse che detto ministro non fosse idoneo al servizio e al comune bene dei frati, i predetti ministri e custodi, ai quali e commessa l'elezione, siano tenuti nel nome del Signore ad eleggersi un altro custode. Dopo il Capitolo di Pentecoste i singoli ministri e custodi possono, se vogliono e lo credono opportuno, radunare nello stesso anno, una volta i loro frati a capitolo.

9. Dei predicatori

I frati non predichino nella diocesi di alcun vescovo qualora dallo stesso vescovo fosse loro proibito. E nessun frate osi predicare al popolo se prima non sia stato esaminato e approvato dal ministro generale di questa fraternità e non abbia ricevuto dal medesimo l'ufficio della predicazione. "Ammonisco anche ed esorto gli stessi frati che nella loro predicazione le loro parole siano ponderate e caste a utilità e a edificazione del popolo, annunciando ai fedeli i vizi e le virtù, la pena e la gloria con brevità di discorso poiché il Signore disse sulla terra parole brevi.

10. Dell' ammonizione e della correzione dei frati

I frati, che sono ministri e servi degli altri frati, visitino e ammoniscano i loro frati e li correggano con umiltà e carità, non ordinando ad essi niente che sia contro alla loro anima e alla nostra Regola. I frati poi, che sono sudditi, si ricordino che per Dio hanno rinnegato la propria volontà. "Per cui fermamente ordino loro di obbedire ai ministri in tutte quelle cose che promisero al Signore di osservare e non sono contrarie all'anima e alla nostra Regola. E ovunque ci siano dei frati che sapessero e conoscessero di non potere spiritualmente osservare la Regola, debbano e possano ricorrere ai loro ministri. E i ministri li accolgano con carità e benevolenza e mostrino ad essi tanta familiarità che quelli possano parlare e fare con essi cosi come parlano e fanno i padroni con i loro servi; infatti cosi deve essere, che i ministri siano i servi di tutti i frati. Ammonisco poi ed esorto nel Signore Gesù Cristo, che si guardino i frati da ogni superbia, vana gloria, invidia, avarizia, dalle cure e dalle preoccupazioni di questo mondo, dalla detrazione e dalla mormorazione. E se non sanno di lettere, non si preoccupino di apprenderle, ma attendano a ciò che devono desiderare sopra ogni cosa: avere lo Spirito del Signore e le sue opere, per pregare sempre con cuore puro e avere umiltà, pazienza nelle persecuzioni e nelle infermità "e amare quelli che ci perseguitano e ci riprendono e ci calunniano, poiché dice il Signore: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano. Beati quelli che sono perseguitati per la giustizia, poiché di essi e il regno dei cieli. E chi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo.

11. Che i frati non entrino nei monasteri delle monache

Ordino fermamente a tutti i frati di non avere vicinanza o colloqui con donne tali da ingenerare sospetto, e di non entrare in monasteri di monache, eccetto quelli ai quali e stata data dalla Sede apostolica una speciale licenza. Ne si facciano padrini di uomini e di donne, affinché per questa occasione non sorga scandalo tra i frati e dai frati.

12. Di coloro che vanno in missione tra i saraceni e tra gli altri infedeli

Quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare tra i Saraceni e tra gli altri infedeli, ne chiedano il permesso ai loro ministri provinciali. I ministri poi non diano a nessuno il permesso se non a quelli che riterranno idonei ad essere mandati. Per obbedienza, inoltre, ordino ai ministri che chiedano al signor Papa uno dei cardinali della santa Chiesa romana il quale sia governatore, protettore e correttore di questa fraternità; affinché sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa Chiesa, stabili nella fede cattolica, osserviamo la povertà, l'umiltà e il santo Vangelo del Signor nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso.

 

Preghiere di San Francesco

San Francesco è conosciuto come l’uomo che più somigliò a Cristo, "il primo dopo l’unico", come il fratello universale, come un uomo di pace e di riconciliazione, come il poverello, l’amante dei poveri, il cantore della creazione. È vero. Francesco di Assisi, però, è prima di tutto un mistico, un vero contemplativo, un innamorato di Cristo, povero e crocifisso. Francesco non è solo un uomo che prega, ma, come dice il suo biografo Tommaso da Celano, è un "uomo fatto preghiera". La presenza di Dio lo trasfigura, fino a farlo "un altro Cristo".

Preghiera al Crocifisso di San Damiano

Altissimo, glorioso Dio

illumina le tenebre de lo core mio.

E damme fede dritta,

speranza certa e caritade perfetta,

senno e cognoscemento, Signore,

che faccia lo tuo santo e verace comandamento.

Amen.

Saluto alle virtù

Ave, regina sapienza,

il Signore ti salvi

con tua sorella, la santa, pura semplicità.

Signora santa povertà,

il Signore ti salvi

con tua sorella, la santa umiltà.

Signora santa carità,

il Signore ti salvi

con tua sorella, la santa obbedienza.

Santissime virtù,

voi tutte salvi il Signore

dal quale venite e procedete.

Non c'è proprio nessuno in tutto il mondo,

che possa avere una sola di voi,

se prima non muore [a se stesso].

Chi ne possiede una e le altre non offende,

le possiede tutte,

e chi anche una sola ne offende

non ne possiede alcuna e le offende tutte.

E ciascuna confonde i vizi e i peccati.

La santa sapienza

confonde Satana e tutte le sue malizie.

La pura santa semplicità

confonde ogni sapienza di questo mondo,

e la sapienza della carne.

La santa povertà

confonde la cupidigia e l'avarizia

e le preoccupazioni del secolo presente.

La santa umiltà

confonde la superbia

e tutti gli uomini che sono nel mondo,

e similmente tutte le cose che sono nel mondo.

La santa carità

confonde tutte le tentazioni diaboliche e carnali

e tutti i timori della carne.

La santa obbedienza

confonde ogni volontà propria

corporale e carnale,

e tiene il corpo di ciascuno

mortificato per l'obbedienza allo spirito

e per l'obbedienza al proprio fratello;

e allora l'uomo è suddito e sottomesso

a tutti gli uomini che sono nel mondo,

e non soltanto ai soli uomini,

ma anche a tutte le bestie e alle fiere,

così che possano fare di lui quello che vogliono,

per quanto sarà loro concesso dall'alto dal Signore.

 

Saluto

alla Beata Vergine Maria

Ave, Signora, santa regina

santa genitrice di Dio, Maria

che sei vergine fatta Chiesa

ed eletta dal santissimo Padre celeste,

che ti ha consacrata

insieme col santissimo suo Figlio diletto

e con lo Spirito Santo Paraclito;

tu in cui fu ed è

ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo,

ave, suo tabernacolo,

ave, sua casa.

Ave, suo vestimento,

ave, sua ancella,

ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,

che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo

venite infuse nei cuori dei fedeli,

perché da infedeli

fedeli a Dio li rendiate.

Lodi

di Dio altissimo

Tu sei santo, Signore, solo Dio, che compi meraviglie.

Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,

Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.

Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,

Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,

il Signore Dio vivo e vero.

Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,

Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,

Tu sei bellezza, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.

Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza,

Tu sei giustizia e temperanza,

Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza.

Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.

Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore,

Tu sei fortezza, Tu sei rifugio.

Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede,

Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza,

Tu sei la nostra vita eterna,

grande e ammirabile Signore,

Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

 

Cantico di frate sole

Altissimu, onnipotente, bon Signore,

Tue so' le laude, la gloria

e l'honore et onne benedizione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfane,

e nullu homo ène dignu Te mentovare.

Laudato si', mi' Signore,

cum tutte le Tue creature,

spezialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno

et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante

cum grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si', mi' Signore,

per sora Luna e le stelle:

in celu l'ai formate

clarite e preziose e belle.

Laudato si', mi' Signore,

per frate Vento

e per aere e nubilo

e sereno e onne tempo,

per lo quale a le Tue creature

dai sustentamento.

Laudato si', mi' Signore,

per sor'Acqua,

la quale è multo utile et humile

e preziosa e casta.

Laudato si', mi' Signore,

per frate Focu,

per lo quale ennallumini la notte:

et ello è bello e iocundo

e robustoso e forte.

Laudato si', mi' Signore,

per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta e governa,

e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

Laudato si', mi' Signore,

per quelli ke perdonano per lo Tuo amore

e sostengo infirmitate e tribulazione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,

ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si', mi' Signore,

per sora nostra Morte corporale,

da la quale nullu homo vivente po' skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati,

ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate e benedicete mi' Signore et rengraziate

e serviateli cum grande humilitate.

Lodi per ogni ora

Santo, santo, santo il Signore Dio onnipotente,

che è, che era e che verrà:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Tu sei degno, Signore Dio nostro,

di ricevere la lode,

la gloria e l'onore e la benedizione:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Degno è l'Agnello, che è stato immolato

di ricevere potenza e divinità, sapienza e fortezza

e onore e gloria e benedizione:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio

con lo Spirito Santo:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Opere tutte del Signore

benedite il Signore:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Date lode al nostro Dio voi tutti suoi servi,

voi che temete Dio, piccoli e grandi:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Lodino lui, glorioso,

i cieli e la terra:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

E ogni creatura che è nel cielo

e sulla terra e sotto terra,

e il mare e le creature che sono in esso:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo:

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre

e nei secoli dei secoli. Amen.

E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio,

ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono,

fa' che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia,

ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni.

Fiat! Fiat! Amen.

 

Esortazione

alla lode di Dio

Temete il Signore e rendetegli onore.

Il Signore è degno

di ricevere la lode e l'onore.

Voi tutti che temete il Signore lodatelo.

Ave Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.

Lodatelo, cielo e terra.

Lodate, o fiumi tutti, il Signore.

Benedite, figli di Dio, il Signore.

Questo è il giorno che ha fatto il Signore,

esultiamo e rallegriamoci in esso.

Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele.

Ogni vivente dia lode al Signore.

Lodate il Signore perché è buono;

voi tutti che leggete queste parole, benedite il Signore.

Creature tutte, benedite il Signore.

Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore.

Tutti i bambini, lodate il Signore.

Giovani e fanciulle, lodate il Signore.

Degno è l'Agnello che è stato immolato

di ricevere la lode, la gloria e l'onore.

Sia benedetta la santa Trinità e l'indivisa Unità.

San Michele arcangelo, difendici nel combattimento

 

Preghiera sul "Padre nostro"

O santissimo Padre nostro

creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.

Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, e li illumini alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce; li infiammi all'amore, perché tu, Signore, sei amore; poni in loro la tua dimora e li riempi di beatitudine, perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.

Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, perché possiamo conoscere l'ampiezza dei tuoi benefici, l'estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.

Venga il tuo regno: affinché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, dove la visione di te è senza veli, l'amore di te è perfetto, la comunione con te è beata, il godimento di te senza fine.

Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l'anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, indirizzando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e i sensi dell'anima e del corpo in offerta di lode al tuo amore e non per altro; e affinché amiamo i nostri prossimi come noi stessi, attirando tutti secondo le nostre forze al tuo amore, godendo dei beni altrui come fossero nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando alcuna offesa a nessuno.

Il nostro pane quotidiano: il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria e comprensione e venerazione dell'amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.

E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non rimettiamo pienamente, tu, Signore, fa' che pienamente perdoniamo, cosicché, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo per loro presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento in ogni cosa.

E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o persistente.

Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ti adoriamo

Ti adoriamo,

Signore Gesù Cristo,

anche in tutte le tue chiese

che sono nel mondo intero

e ti benediciamo,

perché

con la tua santa croce

hai redento il mondo.

 

Ufficio della Passione del Signore

Antifona mariana

Santa Maria Vergine, nel mondo tra le donne non è nata alcuna simile a te, figlia e ancella dell'altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze angeliche dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro.

Salmo VII: Vespro

Popoli tutti battete le mani,

acclamate a Dio con voce d'esultanza,

poiché il Signore è eccelso, terribile,

re grande su tutta la terra.

Perché il santissimo Padre celeste, nostro re dall'eternità,

ha mandato dall'alto il suo Figlio diletto,

ed egli ha operato la salvezza sulla terra.

Si allietino i cieli ed esulti la terra,

frema il mare e quanto racchiude;

esultino i campi e quanto contengono.

Cantate a lui un canto nuovo,

cantate al Signore da tutta la terra,

perché grande è il Signore e molto degno di ogni lode,

terribile sopra tutti gli dèi.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,

date al Signore la gloria e l'onore,

date al Signore la gloria del suo nome.

Portate in offerta i vostri corpi

e prendete sulle spalle la sua santa croce

e seguite sino alla fine i suoi santissimi comandamenti.

Tremi davanti al volto di lui tutta la terra;

dite tra i popoli: "il Signore ha regnato dal legno".

E salì al cielo

e siede alla destra del santissimo Padre celeste.

Innalzati sopra i cieli, o Dio,

e su tutta la terra la tua gloria.

E sappiamo che viene,

che verrà a giudicare ciò che è giusto.

Salmo XV: Vespro per il Natale

Esultate in Dio nostro aiuto,

giubilate al Signore Dio, vivo e vero con voce di esultanza.

Poiché eccelso e terribile è il Signore,

re grande su tutta la terra.

Poiché il santissimo Padre celeste, nostro Re prima dei secoli,

ha mandato dall'alto il suo Figlio diletto,

ed egli è nato dalla beata Vergine santa Maria.

Egli mi ha invocato: "Tu sei mio padre",

ed io lo costituirò mio primogenito,

più alto dei re della terra.

In quel giorno il Signore ha mandato la sua misericordia

e nella notte il suo cantico.

Questo è il giorno, che ha fatto il Signore:

esultiamo in esso e rallegriamoci.

Poiché il santissimo bambino diletto è dato a noi

e nacque per noi, lungo la via

e fu posto nella mangiatoia,

perché egli non aveva posto nell'albergo.

Gloria al Signore Dio nell'alto dei cieli,

e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Si allietino i cieli ed esulti la terra,

frema il mare e quanto racchiude,

gioiscano i campi e quanto contengono.

Cantate a lui un canto nuovo;

cantate al Signore da tutta la terra.

Poiché grande è il Signore e degno d'ogni lode,

è terribile sopra tutti gli dèi.

Date al Signore, o terre dei popoli,

date al Signore la gloria e l'onore,

date al Signore la gloria del suo nome.

Portate in offerta i vostri corpi

e prendete sulle spalle la sua santa croce

e seguite sino alla fine i suoi santissimi comandamenti.

 

Preghiera alla Trinità

Onnipotente, eterno,

giusto e misericordioso Iddio,

concedi a noi miseri

di fare, per tuo amore,

ciò che sappiamo che tu vuoi,

e di volere sempre ciò che a te piace,

affinché, interiormente purificati,

interiormente illuminati e accesi

dal fuoco dello Spirito Santo,

possiamo seguire

le orme del tuo Figlio diletto,

il Signore nostro Gesù Cristo,

e con l'aiuto della tua sola grazia

giungere a te, o Altissimo,

che nella Trinità perfetta

e nell'Unità semplice

vivi e regni e sei glorificato,

Dio onnipotente

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Benediciamo il Signore Iddio vivo e vero,

e rendiamo a lui la lode, la gloria,

l'onore e ogni bene per sempre.

Amen. Amen. Fiat. Fiat.

(Ufficio della Passione)

Temete e onorate,

lodate e benedite,

ringraziate e adorate

il Signore Dio onnipotente

nella Trinità e nell'Unità,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

creatore di tutte le cose.

(Regola non bollata, XXI,2)

 

Invito a restituire

tutti i beni al Signore

Restituiamo

al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni

e riconosciamo che tutti i beni sono suoi

e di tutti rendiamo grazie a lui,

dal quale procede ogni bene.

E lo stesso altissimo e sommo, solo vero Dio abbia,

e gli siano resi ed egli stesso riceva

tutti gli onori e la reverenza,

tutte le lodi e le benedizioni,

ogni rendimento di grazia e ogni gloria,

poiché suo è ogni bene ed egli solo è buono.

 

Preghiera e rendimento di grazie

Onnipotente, santissimo , altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto. Signore Re del cielo e della terra, per te stesso ti rendiamo grazie, perché per la tua santa volontà e per l'unico tuo Figlio con lo Spirito Santo hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in Paradiso. E noi per colpa nostra siamo caduti.

E ti rendiamo grazie, perché come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così per il santo tuo amore, col quale ci hai amato, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria, e, per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù.

E ti rendiamo grazie, perché lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della sua maestà per destinare i reprobi, che non fecero penitenza e non ti conobbero, al fuoco eterno, e per dire a tutti coloro che ti conobbero e ti adorarono e ti servirono nella penitenza: "Venite, benedetti dal Padre mio, entrate in possesso del regno, che vi è stato preparato fin dalle origini del mondo".

E poiché tutti noi miseri e peccatori, non siamo degni di nominarti, supplici preghiamo che il Signore nostro Gesù Cristo Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto, insieme con lo Spirito Santo Paraclito ti renda grazie così come a te e a lui piace, per ogni cosa. Lui che ti basta sempre in tutto e per il quale a noi hai fatto cose tanto grandi. Alleluia.

E per il tuo amore supplichiamo umilmente la gloriosa e beatissima Madre sempre vergine Maria, i beati Michele, Gabriele e Raffaele e tutti i cori degli spiriti beati: serafini, cherubini, troni, dominazioni, principati, potestà, virtù, angeli, arcangeli; il beato Giovanni Battista, Giovanni evangelista, Pietro, Paolo, e i beati Patriarchi, i profeti, i santi innocenti, gli apostoli, gli evangelisti, i discepoli, i martiri, i confessori, le vergini, i beati Elia e Enoch e tutti i santi che furono e saranno e sono, affinché, come a te piace, per tutti questi benefici rendano grazie a Te, sommo vero Dio, eterno e vivo, con il Figlio tuo carissimo, il Signore nostro Gesù Cristo e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

E tutti coloro che vogliono servire al Signore Iddio nella santa Chiesa cattolica e apostolica, e tutti i seguenti ordini: sacerdoti, diaconi, suddiaconi, accoliti, esorcisti, lettori, ostiari, e tutti i chierici, tutti i religiosi e le religiose, tutti i fanciulli e i piccoli, i poveri e gli indigenti, i re e i principi, i lavoratori e i contadini, i servi e i padroni, tutte le vergini e le continenti e le maritate, i laici, uomini e donne, tutti i bambini, gli adolescenti, i giovani e i vecchi, i sani e gli ammalati, tutti i piccoli e i grandi e tutti i popoli, genti, razze e lingue, tutte le nazioni e tutti gli uomini d'ogni parte della terra, che sono e saranno, noi tutti frati minori, servi inutili, umilmente preghiamo e supplichiamo perché perseveriamo nella vera fede e nella penitenza, poiché nessuno può salvarsi in altro modo. Tutti amiamo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l'intelligenza, con tutte le forze, con tutto lo slancio, tutto l'affetto, tutti i sentimenti più profondi, tutti i desideri e le volontà il Signore Iddio, il quale a tutti noi ha dato e dà tutto il corpo, tutta l'anima e tutta la vita; che ci ha creati, redenti, e ci salverà per sua sola misericordia; lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e miseri, putridi e fetidi, ingrati e cattivi.

Nient'altro dunque dobbiamo desiderare, nient'altro volere, nient'altro ci piaccia e diletti, se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, il quale è il bene pieno, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo bene, che solo è buono, pio, mite, soave e dolce, che solo è santo, giusto, vero e retto, che solo è benigno, innocente, puro, dal quale e per il quale e nel quale è ogni perdono, ogni grazia, ogni gloria di tutti i penitenti e giusti, di tutti i santi che godono insieme nei cieli. Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si interponga.

E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veramente e umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed esaltiamo, magnifìchiamo e rendiamo grazie all'altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui e amano lui, che è senza inizio e senza fine, immutabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile, incomprensibile, ininvestigabile, benedetto, degno di lode, glorioso, sopraesaltato, sublime, eccelso, soave, amabile, dilettevole e tutto sempre sopra tutte le cose desiderabile nei secoli dei secoli. Amen.

 

Beato chi ama il Signore

Nel nome del Signore.

Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e la mente, con tutta la forza e amano i loro prossimi come se stessi, e hanno in odio i loro corpi con i vizi e i peccati, e ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e fanno frutti degni di penitenza:

oh, come sono beati e benedetti quelli e quelle, quando fanno tali cose e perseverano in esse; perché riposerà su di essi lo Spirito del Signore e farà presso di loro la sua abitazione e dimora, e sono figli del Padre celeste, del quale compiono le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.

Siamo sposi, quando l'anima fedele si unisce al Signore nostro Gesù Cristo per virtù di Spirito Santo. Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre che è nei cieli. Siamo madri, quando lo portiamo nel cuore e nel corpo nostro per mezzo del divino amore e della pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri.

Oh, come è glorioso, santo e grande avere in cielo un Padre!

Oh, come è santo, fonte di consolazione, bello e ammirabile avere un tale Sposo!

Oh, come è santo e come è caro, piacevole, umile, pacifico, dolce, amabile e desiderabile sopra ogni cosa avere un tale fratello e un tale figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, il quale offrì la sua vita per le sue pecore, e pregò il Padre dicendo: "Padre santo, custodisci nel tuo nome quelli che mi hai dato nel mondo; erano tuoi e tu li hai dati a me. E le parole che tu desti a me, io le ho date a loro; ed essi le hanno accolte ed hanno creduto veramente che sono uscito da te, e hanno conosciuto che tu mi hai mandato. Io prego per loro e non per il mondo. Benedicili e santificali! E per loro io santifico me stesso. Non prego soltanto per loro, ma anche per quelli che crederanno in me per la loro parola, perché siano santificati nell'unità, come lo siamo anche noi. E voglio, Padre, che dove sono io, siano anch'essi con me, affinché contemplino la mia gloria, nel tuo regno". Amen.

 

Benedizione

a frate Leone

Il Signore

ti benedica e ti custodisca;

mostri a te il suo volto

e abbia misericordia di te.

Rivolga il suo volto verso di te

e ti dia pace.

 

 

 

 

 

 

 

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Office of the General Procurator - Procura generale - Procura general

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Menegatti Valentino ofm (Bononiensis Christi Regis - Italia) - Secretarius

General Secretary - Segreteria generale - Secretaría general

Siekierka Ernest ofm (Prov. S. Francisci - Polonia) - Secretarius

Romero Francisco ofm (SS. Petri et Paoli - Mèxico)

Secr. Evangelisation - Segr. Evangelizzazione - Secr. Evangelización

Schwerz Nestor Inácio ofm (S. Francisci Assis. - Brasilia) - Secretarius

Joaquin Arturo Echeverry (Prov. S. Fidei - Colombia) Pastor. Educ.

Alfredo Vega Cabrera (SS. Petri et Paoli - Mèxico) Assistens

Secretary Formation - Segreteria Formazione - Secretaría Formación

Fusarelli Massimo ofm (Romana SS. Petri et Pauli - Italia) Secretarius

Warot Aloizy ofm (S. Maria Angelorum - Polonia) - Vice secretarius

General Economus - Economato Generale - Economato general

Lati Giancarlo ofm (Seraphica S. Francisci Assis. - Italia) - Oeconomus

Garcia González Gabriel Eduardo ofm (SS. Francisci et Jacobi -México) - Vice Oeconomus

Developement - Sviluppo - Desarrollo

Moisés Gutiérrez ofm(Ss.mi Cordis Iesu-USA) - Director

Convertino David ofm(SS. Nominis Jesu-USA) Vice-Director

Protocol - Protocollo - Protocol

Kordwittenborg Hans-U. ofm (S. Crucis/Saxoniae-Germania) Director

Stefano Lovato (S. Antoni Patavini Venetia - Italia) - Assist.

Ruzic Dragan ofm (Assumptionis BVM/Herzegoviae-Bosnia-Herzegovia) - Schematismus

Portka Samuel - (Immaculat. Concept. B.V.M. - Polonia) - Assist. posta

Archivist/Librarian - Archivio/Biblioteca - Archivo y Biblioteca

Gil Pedro ofm (Castellana S. Gregorii Magni - Hispania) - Archiv./Bibliot.

Comunications - Comunicazioni - Comunicaciones

Abela John ofm (S. Pauli Apostoli-Melita) Director

Bahcic Robert ofm (S. Crucis - Slovenia) - Fraternitas

Perugini Luigi ofm (Picena S. Jacobi de Marchia -Italia) - Acta

Translators - Traduttori - Traductores

Stefano Lovato (S. Antoni Patavini Venetia - Italia) - Director - Italiano.

Schillings Philippe ofm (Trium Sociorum - Francogallia Et Belgium) - Français

Oscar Guadalupe Villalobos A. ofm (SS. Francisci et Jacobi Prov. - Mexico) - Español

Kordwittenborg Hans-U. ofm (S. Crucis/Saxoniae-Germania) - Deutsch

Ruzic Dragan ofm (Assumptionis BVM/Herzegoviae-Bosnia-Herzegovia) - Hravstka

Nowak Policarpo ofm (Assumptionis BVM-Polonia) - Polska/Latin

Juridical Consulting Office - Ufficio giuridico - Oficina jurídica

Antonelli Francesco ofm (Tusciae S. Francisci Stigmat.) Director

Computer - Ufficio automazione - Computadora

Bahcic Robert ofm (S. Crucis - Slovenia) - Director

Lopata Simone ofm (Immaculatae Conceptionis B.V.M.-Polonia) - Assist.

Postulation - Postulazione - Postulación

De Rosa Luca ofm (Ss.mi Cordis Iesu/Neapolitana-Italia) - Postulator

Antonelli Francesco ofm (S. Francisci Stigmatizati/Tusciae-Italia) - Vice Postulator

Califano Giangiuseppe ofm (Seraphica S. Francisci Assis. - Italia) - Vice Postulator

Arellano Macedonio ofm (SS. Petri et Pauli - Mexico) - Vice Postulator

OCIF - Pro monialibus

Blanco Perez Rafael ofm (S. Fidei-Columbia) - Director

Kuzhiparambil Joy Prakash ofm(Prov. S. Thomae Apostoli Prov. - India) - Assist.

JPIC - GPIC - JPIC

Rozansky Joseph ofm (SS. Nominis Jesu-USA) - Director

Felipe Vicente ofm (Castellana S. Gregorii Magni-Hispania) - Assist.

Sfo/Ofs - Jufra - Gifra - Yufra

Matic Ivan ofm (Ss. Cyrilli et Methodii/Croatiae-Croatia) - Aissist. generale

Service for Dialogue - Servizio per il dialogo - Servicio para el Diálogo

Vallecillo Martín Miguel J. ofm (Dial. ecumenico e interreligioso) - Coordinator

McGinn Finian ofm (Dial. con la cultura e le culture) - Coordinator

Secretaria particularis Ministri Generalis

Arellano Suárez Francisco Javier ofm (Baetica - Hispania)

Recchia Stefano ofm (S. Caroli Borromaei/Mediolanensis-Italia)

Fraternitas S. Maria Mediatrice

Bahcic Robert ofm (S. Crucis - Slovenia) - Guardianus

Flores Guerrero José Angel ofm (SS. Petri et Pauli - Mexico) - Oeconomus

Kulba Andrzej ofm (S. Hedvigis - Polonia) - Rilegatoria

Álvarez V. Miguel ofm (Ss. Francisci et Jacobi Jalisco-Mexicum) - Refettorio/Caffetteria

Tran Van Huan (Pietro) ofm (S. Francisci Assis. - Vietnam) - Refettorio/Caffetteria

Candray Francisco ofm (D.N. de Guadalupe-A. C./Panama) - Autista/giardino

Portka Samuele ofm (Immaculatae Conceptionis B.V.M.-Polonia) - Portineria

Dalla Rosa Elías ofm (Immaculatae Conceptionis B.V.M.-Brasilia) - Portineria

Wojtowicz Salvatore ofm (S. Mariae Angelorum-Polonia) - Sagrestia

Manuel Chalo Jácome B. ofm (S. Francisci de Quito - Equador) - Infermeria

Valdevino Negherbon ofm (Immaculatae Conceptionis B.V.M.-Brasilia) - Giardiniere

 

 

 

Ordine francescano

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L'Ordine francescano ha avuto origine ad opera di San Francesco d'Assisi. Egli ottenne nel 1209/1210 dal papa Innocenzo III la possibilità di vivere in modo radicale la povertà evangelica. L'ordine da lui fondato, infatti, a differenza degli altri ordini religiosi esistenti, in particolare agostiniani e benedettini, ebbe il carisma di praticare non solo una vita povera ma di possedere beni, quali conventi e terre, conducendo al contempo una vita mendicante.

Gli ordini mendicanti sono quegli ordini religiosi che, non vivendo stabilmente con le rendite del lavoro dei campi o del commercio, vivono di "provvidenza", cioè grazie alle offerte dei fedeli. Tale scelta, come nel caso dei francescani, comporta la necessità di vivere nella povertà più radicale.

Il papa Gregorio X nel II Concilio di Lione del 1274 nelle Costituzioni decretava tra l'altro che:

" Un concilio generale con apposita proibizione ha cercato di evitare l'eccessiva diversità degli ordini religiosi, causa di confusione.

Ma l'inopportuno desiderio dei richiedenti in seguito ha strappato, quasi, il loro moltiplicarsi e la sfacciata temerità di alcuni ha prodotto una moltitudine di nuovi ordini, specie mendicanti, ancor prima di aver ottenuto un'approvazione di principio. Rinnovando la costituzione, proibiamo assolutamente a chiunque di istituire un nuovo ordine o una nuova forma di vita religiosa, o di prendere l'abito in un nuovo ordine. Proibiamo per sempre tutte, assolutamente tutte, le forme di vita religiosa e gli ordini mendicanti sorti dopo quel concilio, che non abbiamo avuto la conferma della sede apostolica e sopprimiamo quelli che si fossero diffusi.

Non vogliamo tuttavia che la presente costituzione si applichi agli ordini dei Predicatori e dei Minori, la cui evidente utilità per la chiesa universale ne testimonia l'approvazione...

Quanto agli ordini dei Carmelitani e degli Eremiti di Sant'Agostino, la cui fondazione risale a prima del concilio generale di cui abbiamo parlato, concediamo che essi possano rimanere nella propria condizione... "

 

Indice

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* 1 Una storia complessa

* 2 Il Terzo Ordine francescano

* 3 I francescani oggi

* 4 Ordinamento interno

* 5 Voci correlate

* 6 Collegamenti esterni

Una storia complessa [modifica]

Già alla morte di Francesco, l'ordine da lui fondato si divise tra gli "spirituali" ed i "conventuali".

Più che per il modo di intendere e praticare la povertà evangelica, i due rami si distinsero per il "ruolo" che attribuirono all'ordine. Gli spirituali fecero propria la vita ascetica e mendicante che aveva contraddistinto l'ordine ai suoi inizi; i secondi, invece, preferirono una vita più conventuale e di cura delle anime. Tipica figura di frate conventuale fu Antonio di Padova, noto tanto per la sua povertà radicale, quanto per la sua opera di apostolato.

Nella diatriba sorta si trovarono coinvolti anche i laici aderenti al Terzo Ordine, infatti questi uomini riuniti in fraternità, pur non aderendo alla vita religiosa vera e propria con i tre voti di povertà, castità ed obbedienza, e non essendo nemmeno chierici con facoltà di celebrare la messa e confessare, con il loro modo di vivere povero, penitenziale ed in soccorso dei deboli e dei malati in ospedali ed ospizi per pellegrini calcarono l'ideale francescano al punto che videro l'autorità papale dar loro una regolamentazione con la Bolla Supra montem del 18 agosto 1289, emanata a Rieti da papa Niccolò IV e diretta ai 'penitenti lombardi' francescani.

Col passare dei secoli, l'ordine, o meglio gli ordini francescani sono stati oggetto di continui tentativi di riforma. La più ampia è stata quella avviata dai "cappuccini", frati che hanno cercato di coniugare vita contemplativa e povertà austera. Questi frati, caratteristici per le lunghe barbe, hanno preso il nome dal proprio cappuccio, più lungo di quello degli altri rami francescani.

I Frati minori e gli altri francescani sono discepoli di San Francesco di Assisi. Dipinto di El Greco

Il Terzo Ordine francescano [modifica]

Per approfondire, vedi le voci Terzo Ordine Regolare di San Francesco e Ordine Francescano Secolare.

Oltre all'Ordine dei Minori detto Primo Ordine ed a quello detto Secondo Ordine, cioè le Monache sotto l'egida di Santa Chiara (Clarisse), si sviluppò un Terzo Ordine laicale, comunemente detto "de la penitentia".

Fino alla Supra montem del 18 agosto 1289, con la quale Niccolò IV approvava la prima regola bollata dei frati della Penitenza, il Memoriale propositi fu l'unica regola per tutti i penitenti, oltre alle bolle nel frattempo emanate dai sommi pontefici, ai decreti dei vescovi e dei concili e alle modifiche apportate dagli stessi penitenti.

La Bolla Supra montem ha questo incipit:

" In nomine domini. Incipit regula et modus vivendi Fratrum et Sororum Ordinis Continentium sive de Poenitentia, institutus a Beato Francisco anno Domini MCCXX primo. Et bullatus per dominum Nicholaum Papam IV anno Domini MCCLXXXIX, XV kalendas septembris, pontificatus sui anno secundo. "

Importanti sono i Generalia Statuta del 1549 "Sive Decreta Fratrum Tertii Ordinis Sancti Francisci de poenitentia nuncupati regularis observantiae Congregationis Longobardae in habitu heremitico degentium" : si noti il richiamo antico all'abito eremitico.

Ai nostri giorni esistono: il Terzo Ordine Regolare, formato da religiosi con la professione dei tre voti perpetui; centinaia di congregazioni maschili e femminili che seguono la stessa regola del Terzo Ordine Regolare; l'OFS (ossia Ordine Francescano Secolare), aperto ai laici, uomini e donne, sposati o meno; la Gioventù Francescana (Gi.Fra.), rivolta ai giovani fra i 14 e i 30 anni di età.

I francescani oggi [modifica]

Papa Leone XIII, alla fine del XIX secolo, ha voluto porre ordine tra i tanti movimenti nel frattempo nati, e decise di riunirli in quattro ordini, ognuno dei quali ha il proprio Ministro Generale:

* i tre ordini dei Minori:

o Ordine dei Frati Minori;

o Ordine dei Frati Minori Conventuali;

o Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

* il Terzo Ordine Regolare

Ciò nonostante, nell'ultima metà del XX secolo, sono nate nuove diramazioni: in Italia i "Fratelli di San Francesco", i "Piccoli Frati e Sorelle V.V. di Gesù e Maria" e i "Frati Minori Rinnovati" (che si ripromettono di rivivere l'originaria povertà francescana non possedendo alcun bene, neanche come ordine), i Frati Minori Missionari in Brasile, i "Francescani del Rinnovamento" negli USA, ed in particolare i "Frati Francescani dell'Immacolata", nati dall'Ordine dei Frati Minori Conventuali, che si dedicano, sull'esempio di San Massimiliano Kolbe, alle comunicazioni sociali, alla preghiera eucaristica, diffusione della venerazione alla Vergine Immacolata.

Ordinamento interno [modifica]

I quattro ordini hanno ciascuno un Ministro generale; vi sono poi, Ministri provinciali coadiuvati da capitoli provinciali e regionali. Figura molto rilevante è il Procuratore generale che cura i rapporti con la Santa Sede e a sua volta è il garante dell'obbedienza dell'ordine alle indicazioni papali.

A livello del singolo convento l'autorità è incentrata sul padre guardiano.

A livello internazionale i Francescani collaborano nelle seguenti conferenze:

* Conferenza dei Ministri generali delle quattro Famiglie francescane: le tre del 1° Ordine e quella del TOR;

* Conferenza Francescana Internazionale delle Sorelle e dei Fratelli del Terz’Ordine Regolare (CFI-TOR);

* Conferenza della Famiglia francescana (CFF), che comprende i quattro Ministri generali, la Ministra (o il Ministro) generale dell’OFS e la Presidente della Conferenza Francescana Internazionale del TOR (CFI-TOR).

A livello nazionale vi sono:

* Unione Conferenze dei Ministri provinciali;

* Movimento Francescano (MO.FRA.);

* Movimento religiose Francescane (MO.RE.FRA.)

 

 

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